Chi altro naque il 25 Dicembre

Chi nacque il 25 Dicembre? Gesù, Osiride, Buddha o Attis…
Da migliaia di anni, nel mondo mediterraneo come pure al tempo in cui è ambientata la predicazione di Gesù, in Palestina, e fino al quarto secolo della nostra era volgare, convivevano una gran quantità di credenze e rituali, che presentavano incredibili similitudini. Ma ciò che maggiormente stupisce è la presenza e la persistenza di un mito straordinariamente diffuso: quello dell’eroe, del Dio o semidio, che si incarna, muore e risorge, di cui riscontriamo le tracce fino in Oriente. Schematizzando, solo per citare i casi più evidenti, riportiamo ciò che si dice di alcuni di loro:


Gesù Cristo
Nato il 25 Dicembre da una vergine, in una grotta. Discese sulla terra per salvare l’Umanità. Curò ammalati, e fece miracoli, risuscitò morti. Convertì l’acqua in vino. Morì crocifisso e resuscitò dopo tre giorni per salire al cielo. Fu denominato Messia, Salvatore, Redentore, etc. Si celebra al Solstizio d’inverno e all’equinozio di Primavera (la nascita e la morte-resurrezione).


Buddha
Nato da una vergine, Maya, un 25 dicembre. Alla sua nascita, annunciata da una stella, convennero dei saggi, recando costosi regali (I Re Magi?) Curò ammalati. Camminò sulle acque. Diede da mangiare a più di 500 persone con una piccola cesta di bollos* Obbligò i suoi seguaci alla povertà ed alla rinuncia al mondo. Morto, fu sepolto, e resuscitato dopo che la sua tomba fu aperta da una forza soprannaturale. In seguito ascese al Cielo (Nirvana). Fu denominato l’Illuminato, il Buon Pastore, Falegname, Alfa e Omega, Maestro, Redentore, Luce del mondo., etc.


Attis (Frigia)
Nasce in Frigia da una Vergine (NANA) un 25 di dicembre. Possedeva una doppia natura divina: Padre e Figlio Divino. Fu un salvatore, e fu crocifisso ad un albero per la salvezza di tutta l’umanità. Fu sepolto, però al terzo dì i sacerdoti trovarono la sua tomba vuota. Resuscitò dai morti un 25 di Marzo. Battezzava i suoi discepoli col suo sangue, affinché si lavassero dei propri peccati. I suoi seguaci dicevano di se stessi esser rinati. I suoi fedeli si cibavano di pane e cibo consacrato, credendo di ricevere il corpo del Salvatore. La celebrazione della sua morte e resurrezione avveniva in primavera. Fu denominato Buon Pastore, Dio Supremo, Unigenito Figlio di Dio, Salvatore.


Dioniso (Grecia)
Nasce in Grecia da una Vergine un 25 di dicembre, in una grotta. Gli si attribuivano diversi miracoli. Si narra di un suo ingresso trionfale a cavallo di un asino. Trasformò l’acqua in vino. Diede da mangiare un pasto sacro ai suoi discepoli, che in tal modo ricevevano il corpo del Dio. Resuscitò dai morti un 25 di Marzo. Viene identificato col simbolo del vitello o dell’agnello. Veniva denominato Re dei Re, Unigenito di Dio, Redentore, Salvatore, Alfa e Omega. Veniva considerato il fondatore dei Grandi Misteri.


Krishna (India)
In India la nascita di Krishna fu annunciata da una stella. Nacque da una Vergine, Devaki, in una grotta, che al momento della sua nascita fu illuminata come per miracolo da una stella. Fu adorato dai pastori che pascolavano le vacche. Il Re Re Kansa mandò a cercare il Cristo Hindú, ordinando di assassinare tutti i maschi nati quella stessa notte. Krishna viaggió molto, compiendo svariati miracoli, resuscitò morti, guarì lebbrosi, sordi e ciechi. Anche Krishna è rappresentato crocifisso, colpito da una freccia. Morì e discese agli inferi, da dove, definitivamente, il terzo giorno ascese ai Cieli. Krishna è la seconda persona della Trinità Hindú, essendo considerato un Avatar (Dio incarnato) di Vishnu .


Mitra (Persia)
Anche Mitra nacque un 25 di dicembre, in una grotta da una Madre Vergine. Mitra discese dal Cielo, assumendo una forma umana per salvare l’Umanità dai suoi peccati, era infatti conosciuto come “Il Salvatore”, Il Figlio di Dio, Il Redentore, L’Agnello di Dio. Mitra viaggiava con dodici discepoli convertendosi in Maestro e Illuminatore degli uomini. Fu sepolto in una tomba dalla quale resuscitò dai morti. Il pasto sacro, pan e acqua, o pane e vino, sono simbolicamente il corpo del toro sacro (Dio). Le feste mitraiche erano due e si svolgevano in occasione del Solstizio d’inverno (la nascita) ed all’equinozio di primavera che simbolizzava la sua morte e resurrezione.


Osiride-Horus (Egitto)
Osiride fu assassinato e resuscitò immortale dal gembo di Iside, col nome di Horus. Si chiamò KRST l’unto. Nacque dalla Vergine ISIS-MERI un 25 di dicembre in una grotta. La sua nascita fu annunciata da una stella, ed il parto assistito da tre saggi. Il suo padre terreno si chiamava Seb, che tradotto è Giuseppe. A 12 anni insegnava nel Tempio, e a 30 fu battezzato da Anubi (il condottiero delle anime) nel fiume Larutana (il Giordano). Compì miracoli ed esorcizzò demoni. Camminò sulle acque e fu tradito da Tifone. Crocifisso fra due ladroni il 17 di Athry. Sepolto in una tomba il terzo giorno (19 Athrt) resuscitò. I suoi
discepoli celebravano la sua morte e resurrezione ogni anno all’Equinozio di Primavera (Pasqua). Era denominato Il cammino della Verità e della Luce, Il Messia, Il Dio fatto Uomo, Il figlio del Signore, Il Verbo fatto carne, La Verità e la Parola.

Il mito del Dio che si incarna,

che condivide con l’uomo il suo passaggio su questa terra, insegna, inizia e fonda misteri o nuove religioni, e che in genere dopo una morte violenta, innaturale risorge ed ascende nell’alto dei cieli, è una costante nel panorama archetipico dell’Umanità. É l’eroe dai mille volti, che in ultima analisi non siamo che noi. É la nostra storia, è la via che viene tracciata per noi dai racconti mitici del Natale.

É la nostra esigenza di rinascita spirituale, di rinnovamento che fa sì che ci si incarni nel seno di una Vergine, e cos’è l’Immacolata Concezione se non il nostro pensiero puro, purificato da ogni scoria
profana, da ogni emozione distruttiva, per nascere in una grotta: visita interiora terrae… Grotta non buia, ma illuminata dalla Luce, la Luce del Sè Superiore che risplende nel nostro intimo Io. Una lezione per questi giorni, perchè se non ci chiediamo cosa veniamo a farci in Loggia, che senso ha venire? Senz’altro, in maniera collettiva, e purtroppo per qualcuno di noi individuale, troppo individuale, abbiamo subito torti, non immaginari, maldicenze, siamo stati colpiti nei nostri sentimenti più intimi, siamo stati schiaffeggiati, e non abbiamo altre guance da porgere.

Albergano in noi adesso emozioni quali rabbia, ira,
rancore, collera, se non odio verso coloro che riteniamo responsabili del tanto male che ci è stato arrecato. Emozioni distruttive, veri e propri veleni della mente per la mente. Passioni (nel vero senso della parola: sofferenze) che si autoalimentano: la rabbia produce desiderio di rivincita e quindi l’illusione di soddisfazione. Veleni della mente. Passioni distruttive. É come avere in tasca una lama affilata ed acuminata, che ci taglia le dita ogni volta che vi affondiamo le mani. É come avere una pistola carica, pronta ad esplodere, o un giubbotto imbottito di esplosivo, che esplodendo farà tanto male non solo a noi ma anche a chi ci sta attorno, e speriamo ai mostri nemici. Come mettere fine a tutto ciò? Vi ricordate? Al momento della nostra Iniziazione ci fu detto che è proprio per porre un fine alle nostre passioni negative, alle nostre inclinazioni antisociali, che ci riuniamo nelle nostre officine.

La pratica della ragione, l’esercizio della volontà buona, della tolleranza, dell’amore fraterno (ricordate il viaggio attraverso il fuoco?) ci possono essere senz’altro d’aiuto nello spogliarci dei nostri sentimenti negativi, delle nostre passioni distruttive, energie che rimangono bloccate che poterebbero essere meglio indirizzate, se soltanto noi lo vogliamo. Tra una settimana la Loggia Archimede, com’è ormai suo costume, celebrerà la festa tradizionale del Solstizio di Inverno. Sarà la festa della Luce che si rinnova, la festa dell’Amore, che dalla nostra Loggia, e ancor più dai nostri cuori si irradierà per illuminare il buio, dentro e attorno a noi, in cui ci troviamo.

É una buona occasione per dimostrare che non siamo stati iniziati invano! É una buona occasione per mettere da parte, ed una buona volta per tutte, e non solo a parole, le nostre emozioni distruttive, i nostri pensieri, cattivi compagni, che ci tormentano senza tregua, vampiri che ci sottraggono energie e salute.

R L Archimede n° 342, all’Or di Siracusa